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Triora, il paese delle streghe
Triora ha origini remote legate alle prime battaglie fra opposte fazioni
(ritrovamenti archeologici a Loreto, Realdo Creppo e Borniga).
I resti delle antiche vestigia sono oggi meta del turismo internazionale e fra i più celebrati della Liguria di ponente. Numerosi processi alle streghe ebbero luogo nella Liguria Occidentale e il più celebre di tutti rimane ancora oggi Triora. Anche se sono passati ormai secoli, il ricordo del borgo dell’alta valle Argentina quale luogo stregonesco rimane sempre vivo. SCARICA il volantino del PROGRAMMA DI TRIORA 2010 Sito del comune di Triora ![]() Guarda la GALLERIA FOTOGRAFICA del Circolo ![]() Guarda la GALLERIA FOTOGRAFICA di Triora
IL CIRCOLO DELLE FATE STREGHE "FRANCHETTA E ISOTTA"
Le regole della casa
Un piccolo vademecum per utilizzare rispettosamente gli spazi della casa per una serena convivenza.
Lo spirito della casa non quello di un
Bed & Breakfast a prezzo simbolico (necessario per coprire le spese di gestione) ma un luogo comune dove scambiare idee
e imparare a vivere con cura e in modo conviviale. Questo significa rispetto per gli ospiti presenti, pranzare insieme
condividendo le pietanze (magari preparandole insieme), aiutarsi nelle faccende domestiche. Lo scambio proposto non solo
tra le mura della casa e i suoi ospiti ma anche con gli abitanti del borgo e le sue botteghe. Questo significa scegliere di
sostenere la piccola economia locale per esempio acquistando il buonissimo pane di Triora, il miele, il formaggio dei contadini,
i funghi piuttosto che acquistarli al supermercato.
Come prenotare lo spazio
Il circolo è a disposizione di persone e associazioni che vogliono divulgare il proprio sapere e di coloro che desiderano conoscere il territorio.
Per proporre il vostro corso e le vostre attività o per sapere come accedere alla casa contattare Antonio D'Andrea al numero 333/1006671.
Quando si arriva
1) Nei mesi invernali pulire le stufe prima di utilizzarle
2) Portare la legna o utilizzare quella già tagliata in legnaia. Se utilizzate la legna della casa ricordarsi di tagliarla o acquistarla e lasciarla per gli ospiti che verranno. Per comprare la legna contattare il Sig. Angelo di Molini di Triora al numero 0184 94032 oppure il Sig. Orengo Gianpiero di Badalucco al numero 338 9368897 3) Ricordarsi di spegnere l'interruttore dello scaldabagno quando non viene utilizzato 4) Portare carta igienica, detersivo ecologico per i piatti, caff e olio per cucinare. Consigliamo di acquistare prodotti biologici-ecologici per divulgarne la pratica. Durante la permanenza
1) Non fumare all'interno della casa. E' possibile fumare solo sul balconcino dela cucina.
2) In inverno utilizzare per cucinare la cucina economica, anche per il caffè! in questo modo si risparmia energia e la bombola del gas durerˆ più a lungo. 3) Se durante la permanenza dovesse finire la bombola a gas della cucina avvisare per telefono Antonio D'Andrea. 4) Utilizzare i viveri della casa avendo cura di lasciarne sempre per gli ospiti che verranno. Quando si parte
1) Lasciare la casa pulita: pulire il bagno, la cucina e tutti gli spazi utilizzati compresi i pavimenti.
I detersivi li trovate in bagno sotto il lavandino. Se finiscono andarli a comprare in paese dove c' un piccolo spaccio.
2) Ricordarsi di togliere il cibo dal frigorifero e spegnerlo staccando la spina. Lasciare la porta del frigorifero aperta. 3) Chiudere le finestre e le persiane di legno (altrimenti con la pioggia si rovinano) 4) IMPORTANTE: spegnere l'interruttore dello scaldabagno elettrico IL CIRCOLO DELLE FATE STREGHE "FRANCHETTA E ISOTTA"
Scuola permanente di Triora
Care Amiche e Amici, nel presentarvi il programma di Vivere con cura a Triora di quest'anno, desidero condividere con voi queste riflessioni e desideri. Negli anni passati era il sottoscritto che organizzava il programma da Lainate, cercando di coinvolgere le tante-i animatrici di mia conoscenza, della provincia di Milano. Poi il programma è stato curato interamente da Karin e Rainer che vivono a Triora, coinvolgendo loro amiche e amici che vivono anch'essi nelle vicinanze del paese. Trovo meraviglioso che le animatrici siano tutte residenti in zona e che tra di loro si conoscano e abbiano affinità ideali ed esistenziali. E' così che dovrebbe essere costruito il programma, sia a Triora che Capracotta che in qualsiasi zona o paese di montagna: donne e maschi locali che organizzano e che animano, senza escludere animatrici-tori forestieri. Anzi le sinergie potrebbero dare frutti notevoli. Questa impostazione fa sì che le-i partecipanti possano conoscere sempre meglio la reale vita che si svolge a Triora o in zona, uscendo da quel meccanismo allucinante che è il turismo consumista e superficiale. L'alternativa al termine turismo è: soggiorni studio-vacanza-gioco e l'invito per ogni allieva/o è di proporsi per l'anno successivo come insegnante di qualche suo sapere e/o passione che desidera trasmettere-condividere. Arrivando a sentirsi tutte-i eterne insegnanti e allievi ricordando sempre quel proverbio che dice: se vuoi imparare, insegna, se vuoi insegnare, impara. Un'altra novità rispetto agli anni passati è che i costi dei singoli corsi sono proposti direttamente dalle insegnanti. Sono loro che definiscono il costo da proporre, comunque bassissimo se si pensa ai prezzi delle città, inquinate. Agli inizi di Vivere con cura, a Capracotta, la modalità era quella di offrire vitto, alloggio e rimborso spese del viaggio in cambio di tre ore al giorno di insegnamento e chiedendo alle-ai partecipanti 10 euro a corso settimanale. Ma sempre più è nata la richiesta da parte delle insegnanti di considerare, almeno per molte, quel loro insegnamento e disponibilità come lavoro vero e proprio, essendo spesso unica fonte del loro reddito. E' stato proposto di offrire alle animatrici 400 euro più vitto e alloggio alla settimana, in cambio di 6-8 ore di insegnamento-ricerca con conferenza o saggio finale e produzione di un testo scritto (o video) da inserire nella nostra rivista Vivere con cura. Il produrre resoconti narrati e scritti è importantissimo per la vita e la crescita di Vivere con cura, essendo la stessa una scuola-ludoteca in continua evoluzione e quindi, per condividerla con chi non può partecipare ai tanti incontri, è fondamentale il racconto scritto. Il partecipare (sia come insegnante che come allieva-o) agli incontri, sia leggere le nostre riviste, fa sì che sempre più partecipanti affinino gesti, idee e sentimenti che possono permettere, prima o poi, di arrivare a costruire quella vita e quella rete ecoconviviale in cui sempre più persone credono, con benefici personali, relazionali e sociali. Insomma, per me, queste scuole-ludoteche permanenti di Vivere con cura sono già da ora l'altro mondo possibile e sono la condizione base per toccare uno stato di felicità permanente, tanto agognato dai ragazzi del movimento degli indiani metropolitani del 1977. Tra qualche settimana la ristrutturazione della casa-scuola di Triora sarà terminata (ci son voluti 3 anni, con calma) e oltre al ruolo principale di essere la casa che accoglie le-gli insegnanti e molti corsi nel salone polivalente, potrebbe accogliere coloro che desiderano cambiar vita, trasferirsi per periodi più o meno lunghi, anche quando non ci sono attività. Già le fate streghe nel medioevo, non organizzavano corsi ma semplicemente facevano le cose (tante) insieme e tra una chiacchiera e un canto trasmettevano e costruivano, in evoluzione permanente, i loro saperi e le loro pratiche. Così, anche quando non c'è un corso laboratorio, si può chiedere a Karin, come ha scritto nella locandina, di partecipare alle sue attività e con poco imparare tantissime cose, vivendole in prima persona. Infine voglio dire che in questi anni di frequentazione di Triora ho scoperto che la pianta che più cresce in zona è il timo, la pianta prediletta, almeno da come ne parla la ricercatrice De Angelis, delle fate-streghe. Con mille usi. Il desiderio è di fare come negli anni 60-70 quando da Cuba lanciavano la campagna per la raccolta della canna da zucchero. In questo caso la campagna per la raccolta del timo. Sia per uso personale, sia conviviale, sia come piccolo eco-equo commercio, sia come dono. L'invito è di raccoglierne a volontà, con la modalità che abbiamo riscoperto dal passato e cioè di essere almeno in tre o quattro persone, di cui una a turno, mentre le altre raccolgono in posture corrette, legge brani di libri. Il top della condizione pedagogica: unire il fare manuale a quello intellettuale ed emotivo in mezzo alla natura selvatica o quasi. Questa, ripeto, dalla mia esperienza, è la strada della felicità, il grande prato dell'amore! Portandosi dietro anche una sana merenda. Un caro saluto, Antonio torna a inizio pagina... |
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