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Capracotta e Triora sono due realtà ove è possibile soggiornare, anche tutto l'anno.
Qui si ha la possibilità di impostare la vita come scuola permanente auto-gestita, centrata sulle pratiche ecologiche-conviviali, differenziandosi dal modello industriale-familiare. Capracotta e Triora sono una fucina di idee e proposte creative, di realizzazioni pratiche, con tutte le problematiche che comporta la vita conviviale di persone, operatori, animatori e non, che si conoscono da poco o "costrette" a vivere in poco spazio. Diventa anche una scuola dell'arte del relazionarsi, in tutte le sue differenze e diversità, con un'apertura verso il paese o il quartiere ospitante, sperimentando anche la collaborazione con le istituzioni locali...continua Capracotta, il Tibet Italiano
Capracotta è un comune della provincia di Isernia che con i suoi 1.421 metri
è tra i comuni più alti dell'Appennino. Il suo nome risale al Medioevo e trae origine dalla tradizione dei Longobardi di sacrificare una testa
di capra (caprae caput) prima di insediarsi in un luogo appena conquistato.
L'origine dell'attuale paese, infatti, nonostante alcuni ritrovamenti del periodo sannitico e romano in varie aree periferiche del
territorio comunale (tavola osca, mura poligonali, sepolture), sembrerebbe risalire ai primi anni della conquista del Mezzogiorno da parte
dei Longobardi di Benevento contro i Bizantini nel VII secolo d.C.
Preghiamo coloro che hanno pubblicato o stampato il programma di Capracotta prima del 10 maggio 2010 di sostituirlo con quello che potete scaricare qua sotto in quanto abbiamo dovuto togliere gli eventi dedicati alla cantautrice Giuni Russo. A tale proposito qua sotto potete scaricare la lettera di Antonio D'Andrea in risposta all'Associazione Giuni Russo Arte. SCARICA il volantino del PROGRAMMA DI CAPRACOTTA 2010 SCARICA il volantino del CAMPEGGIO-FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CAPRACOTTA 1-31 LUGLIO 2010 SCARICA il volantino con le NOTE PER IL CAMPEGGIO Sito del comune di Capracotta ![]()
![]() ![]() Guarda la GALLERIA FOTOGRAFICA di Daniele Portanome. Triora, il paese delle streghe
Triora ha origini remote legate alle prime battaglie fra opposte fazioni
(ritrovamenti archeologici a Loreto, Realdo Creppo e Borniga).
I resti delle antiche vestigia sono oggi meta del turismo internazionale e fra i più celebrati della Liguria di ponente. Numerosi processi alle streghe ebbero luogo nella Liguria Occidentale e il più celebre di tutti rimane ancora oggi Triora. Anche se sono passati ormai secoli, il ricordo del borgo dell’alta valle Argentina quale luogo stregonesco rimane sempre vivo. SCARICA il volantino del PROGRAMMA DI TRIORA 2010 Sito del comune di Triora Scuola permanente di Triora
Care Amiche e Amici, nel presentarvi il programma di Vivere con cura a Triora di quest'anno, desidero condividere con voi queste riflessioni e desideri. Nei tre anni passati era il sottoscritto che organizzava il programma da Lainate, cercando di coinvolgere le tante-i animatrici di mia conoscenza, della provincia di Milano. Quest'anno il programma è stato curato interamente da Karin e Rainer che vivono a Triora, coinvolgendo loro amiche e amici che vivono anch'essi nelle vicinanze del paese. Trovo meraviglioso che le animatrici siano tutte residenti in zona e che tra di loro si conoscano e abbiano affinità ideali ed esistenziali. E' così che dovrebbe essere costruito il programma, sia a Triora che Capracotta che in qualsiasi zona o paese di montagna: donne e maschi locali che organizzano e che animano, senza escludere animatrici-tori forestieri. Anzi le sinergie potrebbero dare frutti notevoli. Questa impostazione fa sì che le-i partecipanti possano conoscere sempre meglio la reale vita che si svolge a Triora o in zona, uscendo da quel meccanismo allucinante che è il turismo consumista e superficiale. L'alternativa al termine turismo è: soggiorni studio-vacanza-gioco e l'invito per ogni allieva/o è di proporsi per l'anno successivo come insegnante di qualche suo sapere e/o passione che desidera trasmettere-condividere. Arrivando a sentirsi tutte-i eterne insegnanti e allievi ricordando sempre quel proverbio che dice: se vuoi imparare, insegna, se vuoi insegnare, impara. Un'altra novità rispetto agli anni passati è che i costi dei singoli corsi sono proposti direttamente dalle insegnanti. Sono loro che definiscono il costo da proporre, comunque bassissimo se si pensa ai prezzi delle città, inquinate. Agli inizi di Vivere con cura, a Capracotta, la modalità era quella di offrire vitto, alloggio e rimborso spese del viaggio in cambio di tre ore al giorno di insegnamento e chiedendo alle-ai partecipanti 10 euro a corso settimanale. Ma sempre più è nata la richiesta da parte delle insegnanti di considerare, almeno per molte, quel loro insegnamento e disponibilità come lavoro vero e proprio, essendo spesso unica fonte del loro reddito. E' stato proposto di offrire alle animatrici 400 euro più vitto e alloggio alla settimana, in cambio di 6-8 ore di insegnamento-ricerca con conferenza o saggio finale e produzione di un testo scritto (o video) da inserire nella nostra rivista Vivere con cura. Il produrre resoconti narrati e scritti è importantissimo per la vita e la crescita di Vivere con cura, essendo la stessa una scuola-ludoteca in continua evoluzione e quindi, per condividerla con chi non può partecipare ai tanti incontri, è fondamentale il racconto scritto. Il partecipare (sia come insegnante che come allieva-o) agli incontri, sia leggere le nostre riviste, fa sì che sempre più partecipanti affinino gesti, idee e sentimenti che possono permettere, prima o poi, di arrivare a costruire quella vita e quella rete ecoconviviale in cui sempre più persone credono, con benefici personali, relazionali e sociali. Insomma, per me, queste scuole-ludoteche permanenti di Vivere con cura sono già da ora l'altro mondo possibile e sono la condizione base per toccare uno stato di felicità permanente, tanto agognato dai ragazzi del movimento degli indiani metropolitani del 1977. Tra qualche settimana la ristrutturazione della casa-scuola di Triora sarà terminata (ci son voluti 3 anni, con calma) e oltre al ruolo principale di essere la casa che accoglie le-gli insegnanti e molti corsi nel salone polivalente, potrebbe accogliere coloro che desiderano cambiar vita, trasferirsi per periodi più o meno lunghi, anche quando non ci sono attività. Già le fate streghe nel medioevo, non organizzavano corsi ma semplicemente facevano le cose (tante) insieme e tra una chiacchiera e un canto trasmettevano e costruivano, in evoluzione permanente, i loro saperi e le loro pratiche. Così, anche quando non c'è un corso laboratorio, si può chiedere a Karin, come ha scritto nella locandina, di partecipare alle sue attività e con poco imparare tantissime cose, vivendole in prima persona. Infine voglio dire che in questi anni di frequentazione di Triora ho scoperto che la pianta che più cresce in zona è il timo, la pianta prediletta, almeno da come ne parla la ricercatrice De Angelis, delle fate-streghe. Con mille usi. Il desiderio è di fare come negli anni 60-70 quando da Cuba lanciavano la campagna per la raccolta della canna da zucchero. In questo caso la campagna per la raccolta del timo. Sia per uso personale, sia conviviale, sia come piccolo eco-equo commercio, sia come dono. L'invito è di raccoglierne a volontà, con la modalità che abbiamo riscoperto dal passato e cioè di essere almeno in tre o quattro persone, di cui una a turno, mentre le altre raccolgono in posture corrette, legge brani di libri. Il top della condizione pedagogica: unire il fare manuale a quello intellettuale ed emotivo in mezzo alla natura selvatica o quasi. Questa, ripeto, dalla mia esperienza, è la strada della felicità, il grande prato dell'amore! Portandosi dietro anche una sana merenda. Un caro saluto, Antonio torna a inizio pagina... |
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