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vivere con cura...
Il sito di VIVERE CON CURA è una cucina-fucina-cantiere sempre aperto e sempre in divenire e quindi le smagliature (e le rughe ecc ecc) fanno parte della sua essenza. Guai a non averle!!! E guai a fare lifting e a farsi operazioni plastiche dai famigerati chirurghi, la nuova casta emergente (e Grillo potrebbe fare un bel raduno su questa...piaga).

VIVERE CON CURA è la scuola-ludoteca fatta dalle-i studenti e insegnanti con ruoli intercambiabili: ciascuna può, e deve essere!, sia studente che insegnante, senza presidi e senza bidelli nè segretarie perchè ciascuna-o è anche preside di sè, bidello di sè e segretaria di sè. Una scuola-ludoteca possibilmente senza pareti come la canzone di Mina: Il cielo in una stanza.
VIVERE CON CURA vuol far scuola avendo il cielo come unica stanza.

Negli anni 60-70 e 80 si occupavano le scuole e c'erano le autogestioni che duravano qualche giorno o qualche settimana in base alla forza delle lotte. In VIVERE CON CURA l'autogestione è permanente, anzi perenne!!! anzi eterna. E' un modo per sperimentare l'eternità!!!! Una volta, in modo dispregiativo si usava il termine autodidatta. VIVERE CON CURA è formata da autodidatte-i (quindi plurale), invece l'autodidatta era quasi un genio isolato con tutti i pericoli dell'orgoglio individualista.

Non so se ricordate l'esperienza delle 150 ore. Fu una conquista delle lotte nel clima del '68. Finita quell'ondata chiusero quelle scuole. E lo stesso fu per l'esperienza della scuola di Barbiana di (don) Milani. Morto lui e scattata la repressione, la scuola finì e oggi ci sono gli "eredi" a rimpiangere il direttore maximo. In VIVERE CON CURA ognuna-o è (don) Milani, anzi meglio. Lui se la prese con l'anello più debole della catena scolastica. Sotto sotto si sentiva il pastore, anche se dei poveri.

VIVERE CON CURA è la scuola delle pecore, anzi delle pecore nere. Che diventano anche pastore. Si pascolano da sè e si mungono da sè, come da sè si tosano, si filano la lana e si fanno i maglioni! Con questa piccola differenza: mentre bruchiamo l'erba, a turno e a gruppetti una legge, racconta e trasmette i suoi saperi.

L'accusa che mi facevano (e tutt'ora mi fanno) è quella di essere una pecora nera. Ebbene la pecora nera della famiglia ha trovato la soluzione: non di aspirare a diventare altro, un pastore o un leone bensì di autoeducarsi-ci, zitte zitte, piano piano, poco poco, bello bello. Il resto viene da sè.

Il titolo di questo sito potrebbe essere: la scuola-ludoteca delle pecore nere.
Beh, beh, beeeeeeeh!!!!
Antonio.


SETTIMANA DI ECOLOGIA PRATICA sulla Rosa Canina

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